Lavorare nel settore della ristorazione comporta ritrovarsi di continuo a stretto contatto con il pubblico. Per questo camerieri e sommelier devono trasformarsi in veri e propri psicologi per capire il cliente e rendere la prima impressione sempre positiva. Avvalersi però della propria intuizione non sempre basta. Ecco quindi alcuni consigli su come identificare un cliente per non sbagliare subito approccio.

IL NERVOSO
Partiamo subito da uno dei più difficili da servire. La cosa migliore sarebbe cogliere con un colpo d’occhio il temperamento dell’ospite, ma non è di certo facile! Il nervoso è un tipo ansioso con varie reazioni emotive. Come riconoscerlo? Si distingue per l’aspetto solitamente teso ed è sempre attento alle sfumature. Di fronte a una scelta è meglio che sia lo stesso cliente a prendere l’iniziativa, altrimenti potrebbe interpretarla come una prepotenza. Inoltre il nervoso ama le persone che sono a sua disposizione e soprattutto quelle che dimostrano di conoscere il proprio lavoro. Anche se non sarà particolarmente gentile, meglio mantenere la calma!

L’APATICO E L’AMORFO
Veniamo ora ad altri due tipi di clienti in cui è spesso possibile imbattersi. Come riconoscerli? Dal viso. Già perché il viso rispecchia molto la personalità di una persona e saperla leggere subito al primo sguardo può rappresentare l’arma in più per non sbagliare il primo approccio. Individuarli subito non è facile ma noi vi diamo alcune dritte. L’apatico è incerto e lento nelle scelte, inoltre l’espressione sul suo viso non è significativa per questo occorre osservarlo a lungo prima di riconoscerlo. Se non accetta consigli sui vini o sul menù, non conviene insistere! L’amorfo non è emotivo, è sordo a qualsiasi emozione ed è il tipico cliente che, ad esempio, beve lo champagne solo perché lo beve il cliente del tavolo vicino. Possiamo dunque affermare che sia l’amorfo che l’apatico non sono clienti facili perché danno tutto per scontato. Per questo bisogna non trascurare nulla durante il servizio e stare attenti anche al più minimo dettaglio. 

IL SANGUIGNO
Il sanguigno è invece l’ultima tipologia analizzata oggi, un tipo molto emotivo che quando entra nel ristorante pretende di sapere tutto. Come comportarsi? Non va contrariato, è sbrigativo nelle scelte perché non ama le lunghe sedute a tavola e si spazientisce facilmente. Se dovesse nascere una discussione, la tecnica migliore sarebbe quella di rispondere con decisione, mantenendo calma e serenità. Inoltre gli argomenti di conversazione devono essere concreti e semplici, lasciandogli capire che ha buon gusto nella scelta, anche se siete voi che l’avete consigliato! Volete un suggerimento? Con questo tipo di cliente la prudenza non è mai troppa. Per questo è meglio non farlo arrabbiare!

Certo, oggi abbiamo analizzato solo 3 tipologie ma con l’esperienza si potranno notare e riconoscere sempre più comportamenti e lati caratteriali dei clienti, così da costruirsi una sorta di banca dati. In ogni caso non si deve dare mai nulla per scontato, ma mettersi sempre nei panni del cliente che è seduto a tavola e si aspetta di essere servito con professionalità.

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