Molto spesso abbiamo approfondito alcune tematiche legate alla preparazione. Ricordate il post su come sfilettare il pesce oppure quello sugli errori da evitare nella carne? Bene, oggi facciamo un piccolo passo avanti andando a riscoprire una delle tradizioni gastronomiche più antiche d’Italia: la cottura nella sabbia.  Già perché oltre ai fornelli, alla griglia ed al forno, ad Ischia le pietanze sono cotte nella sabbia. Scopriamo insieme la storia di questo metodo, un viaggio non solo alla riscoperta di sapori dimenticati ma anche di tradizioni strettamente legate al territorio.

LE ORIGINI
Sfruttare le calde acque termali e le fumarole della spiaggia è un metodo di cottura molto antico, nato in epoca romana nei ceti meno abbienti di Ischia per mettere in tavola un pasto caldo pur non potendosi permettere di bruciare la legna. In realtà, il procedimento non era nemmeno disdegnato dalle famiglie più ricche. Per questo quando si andava alle terme, era buona norma portarsi dietro cibo da cuocere direttamente sotto la sabbia o nelle acque termali!
Volete una curiosità? Il procedimento è nato a due passi da Sant’Angelo, in un fazzoletto di spiaggia dove il sottosuolo emana una grande energia termica sprigionata sia in acqua che sulla sabbia. Per questo era (ed è) sconsigliato scavare una buca a mani nude. 

OGGI
La tradizione è andata perduta nei secoli mentre oggi sta vivendo un periodo d’oro grazie ad alcuni ristoratori della zona che la stanno riproponendo con ottimi risultati. Sapevate che in epoca romana il pollo cotto nella sabbia era uno degli alimenti più apprezzati? Per questo lo chef del Ristorante Emanuela reinterpreta l’antica ricetta attraverso una preparazione direttamente sulla spiaggia dei Maronti. Caratteristiche? Buonissima ma allo stesso tempo molto lenta, sfruttando il calore delle fumarole che permette alla sabbia di raggiungere una temperatura di circa 82°C. Per questo sono scavate delle fosse direttamente sulla spiaggia per cucinare l’alimento. 

Come visto, la tradizione culinaria italiana è piena di procedimenti antichi spesso dimenticati. Per questo riportarli in auge può rappresentare a tutti gli effetti un vantaggio competitivo rispetto alla concorrenza. Che ne pensate?

(Credits: foto 1, foto 2, foto 3