Abbiamo spesso parlato di vino in questo blog. Dalle regole per scrivere la Carta dei Vini agli strumenti indispensabili del sommelier. Nella scelta del vino e nella successiva vendita, c’è però un elemento spesso trascurato che merita una minuziosa attenzione per esaltare le caratteristiche del vino: la bottiglia. Già perché le bottiglie non sono tutte uguali ma possono variare di colore, forma ed anche di capacità. Per questo ogni vino necessita della sua particolare bottiglia. Scopriamo insieme la storia, le caratteristiche ed i nomi dietro ogni bottiglia di vino.  

UN PO’ DI STORIA
La bottiglia apparve per la prima volta nel XIII secolo, ma quel recipiente assomigliava più che altro ad un otre di cuoio. Al tempo di Caterina de’ Medici, infatti, la bottiglia consisteva in una borraccia in vetro sottile rivestita di vimini ed utilizzata solo per la presentazione delle bevande. Dal Rinascimento al 1700, il vino era invece venduto in anfore o in botti mentre gli osti provvedevano a tutto il resto con bicchieri e caraffe. Volete una curiosità? All’epoca l’Italia era il primo paese esportatore di bottiglie soffiate, ma verso il 1720 anche la Francia iniziò a produrle ponendo le basi per il futuro dei suoi grandi vini. All’epoca non c’era però grande differenziazione. Per questo la forma delle bottiglie era la stessa per tutti i vini, bassa e a mo’ di cipolla. Soltanto più tardi presero una forma slanciata e cilindrica, affinandosi nei secoli successivi. Il tutto avveniva però in maniera del tutto artigianale. La fabbricazione meccanica della bottiglia risale infatti all’ultimo decennio del 1800!

LE FORME PIÙ COMUNI
Anche se dal 1974 la capacità della bottiglia in tutta la comunità europea è standardizzata a l 0,750, sono ammesse anche altre misure. Le bottiglie utilizzate dai produttori possono quindi variare di forma e capacità, prendendo il nome da alcune regioni viticole europee. Ecco le più note.

Bordolese: originaria della regione di Bordeaux, è impiegata soprattutto per i vini rossi (anche destinati all’invecchiamento) e si presenta nel tipico color marrone o verde più o meno intenso. Inoltre, ne esiste anche un altro tipo in vetro incolore, usato soprattutto per i vini bianchi e rosati.
Borgognona: proviene dalla Borgogna, in Francia. Il vetro può essere di 3 tipi diversi di colore: verde scuro,  verde foglia morta o marrone, e si impiega tradizionalmente per i vini rossi di lungo invecchiamento.
Renana: usata originariamente nella regione del fiume Reno, è impiegata maggiormente per i vini bianchi. Generalmente è di colore verde chiaro e qualche volta completamente trasparente.

LA BOTTIGLIA DI CHAMPAGNE
La tipica bottiglia per gli spumanti in genere prende il nome di Champagnotta. Realizzata in vetro verde spesso, è collaudata per resistere ad una pressione di 10 ÷ 12 atmosfere! Questo tipo di bottiglia si merita una menzione speciale visto che in commercio ne esistono di diverse misure anche se (quasi) tutte utilizzate esclusivamente per lo champagne. Abbiamo per questo il quarto 0,200 l, la mezza bottiglia 0,365 l, la bottiglia 0,750 l, la magnum 1,5 l, la Jéroboam 3 l, la Réhoboam 4,5 l (raramente utilizzata), la Mathusalem 6 l, la Salmanazar 9 l, la Balthazar 12 l e la Nabuchodonosor 15 l. In realtà ne esistono anche di più grandi fino a 30 l (l’equivalente di 40 bottiglie) ma è molto difficile trovarle in commercio. Si tratta per lo più di edizioni speciali.

In commercio si trovano però anche altre bottiglie come la pulcianella, l’albeisa, la chiantigiana il fiasco, la marsalese e l’ungherese. Ognuna con un suo specifico utilizzo. Le conoscevate tutte?

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