Per un locale i clienti e l’attenzione al servizio sono alcuni elementi importantissimi per garantire un prodotto di qualità. Per questo bisogna prestare molta attenzione alla Carta dei Vini, non solo il biglietto da visita del locale ma anche un’istantanea sull’intera cantina del ristorante. La Carta dei Vini non è però come il menù ma una lista molto più particolare, da realizzare con attenzione in funzione alla soddisfazione del cliente. Scopriamo insieme le sue caratteristiche. 

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Partiamo da questo primo aspetto. La Carta dei Vini può presentarsi scritta in diversi modi: a mano (magari su una pergamena con particolare cura nella ricerca del tipo di scrittura), dattilografata e fotocopiata oppure stampata. La scelta sta però nel tipo di servizio che si vuole dare e soprattutto nei valori che si vogliono comunicare al cliente. Oltre a questo, anche la grafica è fondamentale per veicolare la vendita. L’attenzione è quindi massima fin dalla copertina, che può essere in cuoio, velluto, ecc. Un’altra attrattiva da non sottovalutare è quella di elencare le “riserve” di vini pregiati in una pagina dedicata oppure una proposta limitata di vini meno conosciuti in cui evidenziare l’ottimo rapporto qualità/prezzo. Fidatevi!  

LA CARTA DEI VINI NON DEVE IMPRESSIONARE IL CLIENTE
Qui sorge un dubbio: meglio una Carta dei Vini tipo menù oppure una grande a doppio foglio piegato in due? La prima scelta è indubbiamente più maneggevole poiché ogni pagina può essere destinata ad una singola regione. Inoltre si possono inserire pagine informative circa i vitigni, i suggerimenti del sommelier ma anche sostituire i fogli senza dover ricorrere ad una costosa ristampa! La Carta a doppio foglio grande è senz’altro più imponente: il cliente può scoprire con un solo colpo d’occhio tutti i vini proposti, ma può anche rimanere spaesato davanti ad un elenco troppo ampio. Per questo a volte è meglio ridurre il numero dei vini! In ogni caso, la Carta si deve leggere con facilità e piacere, le pagine non devono avere né errori né macchie e gli spazi nella scrittura devono evidenziare l’elenco dei vini. Tutto chiaro?

UN VALIDO AIUTO
È vero che la Carta dei Vini esprime il gusto personale del sommelier, ma deve soprattutto essere un valido aiuto per chi la consulta. Ecco perché nel corso degli ultimi anni si sono delineati diversi stili di realizzazione. Per i piccoli ristoranti bisogna crearla a carattere locale, molto limitata nella scelta (e quindi di più agile consultazione) oppure a carattere regionale per tutte quelle zone caratterizzate da una vasta tradizione vinicola. Nei locali più grandi si opta spesso per una Carta più complessa, un elenco di bottiglie secondo la regione di provenienza mentre nei locali internazionali si inseriscono oltre ai vini italiani anche i migliori a livello globale

Oltre però a tutte queste dritte, nella Carta dei Vini è importantissima anche la periodicità. Ecco perché va aggiornata due volte l’anno, una in primavera e una in autunno, con l’entrata in commercio dei vini dell’ultima vendemmia. Infine per non dare false speranze, segnalate sempre con un asterisco i vini che non sono più disponibili!

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